Rose is a rose

VALENTINA GLORIOSO – ROSE IS A ROSE
a cura di Ida Parlavecchio

In un’epoca contrassegnata dall’incessante fl usso della comunicazione mass-mediatica, da un chiassoso esubero di visibilità, le foto di Valentina Glorioso contrappongono al ‘rumore di fondo’ una pausa silenziosa in cui i nostri occhi sono ancora in grado di percepire la peculiarità di un’immagine.
Novalis Contemporary Art Gallery presenta Rose is a rose, 15 opere fotografi che di Valentina Glorioso. La mostra, che si snoda sui due piani della galleria, è costituita da quindici stampe di grande formato ed è stata concepita come un progetto unitario declinato attraverso altrettante variazioni su un tema classico: vasi con fiori. Ma quelle di Glorioso non sono semplici fotografi e, sono piuttosto
fi nestre aperte sul vuoto, tanto potenti da calamitare lo sguardo verso un buio privo di ancoraggi: un salto nel tempo. È dal buio che emergono i soggetti di Valentina Glorioso, misteriose ed eleganti apparizioni prive di enfasi, che ci rendono spettatori di un fenomeno di cristallizzazione del reale ad opera della luce. Luce incidente e bianca, che ri-scrive l’abituale percezione delle cose senza deviare dalla loro resa oggettiva, nitida e fredda. Luce che batte e si rifl ette attraverso il profi lo spezzato di uno stelo, la superfi cie fl essa di un petalo o la lamina impalpabile di un alone di polvere depositata
su un ripiano.
“I temi fl oreali di Valentina Glorioso traggono spunto da una dimensione domestica ma ricercata, volutamente demodè e ascrivibile a una memoria iconografi ca sedimentata nella tradizione, che trova nel genere della natura morta la matrice culturale più evidente,” scrive Ida Parlavecchio nell’introduzione in catalogo, “si collegano, pur nella loro essenzialità, alla tradizione barocca, riproponendo una tematica sublime della luce che si avvale del mezzo digitale. All’iperbole del Barocco contrappongono però l’assenza di movimento, offrendosi come congelate nella loro pura essenza ontologica, nella loro messa a fuoco totale, dove una rosa è una rosa.”  Per altro verso rileggono
la lezione di semplicità dell’arte orientale, riconducendola a un’affermazione concisa della bellezza, imperniata sulla corrispondenza tra natura e segno grafico.