A cura di Demetrio Paparoni
NOVALIS Contemporary Arts Gallery è lieta di annunciare la prima personale in Italia dellʼartista spagnolo Dionisio González. La mostra, intitolata Organogramas, è un progetto espositivo concepito espressamente per gli spazi della galleria e comprende lʼintero ciclo di foto di grande formato intitolato Halong, il video Thinking Hanoi e lʼinstallazione Organogramas, che dà il titolo alla mostra. Lʼinstallazione Organogramas, presentata per la prima volta proprio in questa mostra alla Novalis Contemporary Art Gallery, è unʼinstallazione multimediale composta da 60 tubi di scappamento in acciaio inossidabile, con lʼaggiunta di silenziatori, che fuoriescono dalla parete. Dietro alle pareti si nasconde una complessa rete di canali audio che si inseriscono in ognuno dei tubi di scappamento. Programmati in modo sincronico tramite computer, questi altoparlanti emettono dalle bocche dei tubi di scappamento il loro tipico
rumore, organizzato però in modo da generare ritmi musicali. Inoltre, sempre dietro la parete, unʼaltra rete di canali fa sì che 6 macchine da fumo (acqua nebulizzata) si sincronizzino con la musica emettendo vapori. Di fronte ai 60 tubi di scappamento un braccio robotizzato preprogrammato si muove come fosse la bacchetta di un direttore dʼorchestra. Lʼinstallazione ruota attorno a tre concetti dalle forti valenze simboliche: la fatalità (concentrazione e combustione), il ritmo (lʼaudio e lʼinquinamento acustico) e la liquidità (la combustione, come conduttore di tutto il progetto). Completa la mostra la videoproiezione Thinking Hanói, nella quale si vede un flusso continuo di persone che attraversano le strade di Hanoi in motocicletta, attraversando piccoli incroci e muovendosi in tutte le direzioni. Secondo lʼartista, uno dei motivi per cui vi
sono tante moto ad Hanoi è dovuto al fatto che essa fa parte di un paese in via di sviluppo, in cui le entrate medie non sono sufficienti ad acquistare una automobile, mentre lo sono per acquistare una moto.


