Atem

Concepire la natura come un tutto organico, dove la materia e l’uomo sono espressione del medesimo spirito, è alla base della creatività di Antje Rieck. Il vitalismo riveste le sue sculture, esse si inseriscono in un flusso continuo fluendo da uno stato dell’esistenza a un altro.

Le sue sculture, per quanto percepibili come presenze fisiche, completano la loro forma in apparenza indefinibile, attraverso l’intuizione.

Il titolo della mostra Atem (respiro), derivante dalla parola atma (spirito), è anche il titolo del video che esemplifica il concetto di immersione, metafora dell’azione creatrice dell’artista tedesca. Antje Rieck si veste di lattice, creando su di sé una seconda pelle e immergendo il suo corpo in un fluido rosso, il mosto.

La mancata definizione di un “dentro e di un fuori”, il continuo fluire che copre e scopre la superficie fino alla totale dissolvenza della materia, sono gli elementi che si ripetono nella ricerca poliedrica dell’artista.

Oltre le sculture, l’esposizione accoglie immagini fotografiche dell’azione compiuta nel video Atem e disegni preparatori che, attraverso il chiaro/scuro, anticipano l’armonia tra presenza e assenza riscontrabile nelle sculture.

Antje Rieck “elabora” la materia, sia essa colore, pietra, liquido e corpo per giungere attraverso la sintesi all’essenza impercettibile. Le sue forme sono create dall’armonia tra i vuoti e i pieni. I vuoti, le mancanze materiche, sono completati dal quarto stato della materia: il plasma. È questa sostanza plasmabile, indefinibile e impercettibile, che genera la vita.

All’osservatore è lasciato il compito di essere parte attiva della relazione tra ciò che è palpabile e visibile e ciò che rimane inconoscibile ai nostri sensi.